Attrezzatura

Esercizi per i glutei con l'elastico

Il gluteo non si limita a estendere l'anca. Abduce anche la gamba e tiene il bacino in bolla, e l'elastico è l'unico attrezzo di questo atlante capace di spingere di lato. Un bilanciere non può tirarti il ginocchio verso l'interno, un anello portato sopra le ginocchia sì: ed è per questo che la lista dell'elastico per i glutei è lunga quanto è.

La seconda differenza è quando diventa duro. La resistenza dell'elastico sale man mano che l'elastico si allunga, quindi il punto più impegnativo è dove la gamba è arrivata più lontano: estensione dell'anca completa e abduzione completa. È l'esatto contrario di uno squat, dove in cima la tensione quasi sparisce.

Guida all'allenamento

Allenamento: Esercizi per i glutei con l'elastico

Scegli un movimento, eseguilo bene e poi aumenta il carico nel tempo.

Cosa fa un elastico per i glutei che il peso non può fare?

Oppone resistenza in orizzontale. Un anello sopra le ginocchia o attorno alle caviglie ti tira le gambe una verso l'altra, e allontanarle chiama in causa il medio gluteo e la parte posteriore del grande gluteo. Tutta la famiglia delle abduzioni di questa lista si regge su quello: clamshell, abduzioni da sdraiato e da seduto, abduzioni delle ginocchia in mezzo squat, slanci laterali in piedi. Nessuno di questi si carica in modo sensato con un bilanciere.

La seconda cosa è il profilo della resistenza. In un ponte per i glutei con l'elastico il punto più duro è proprio in cima, con le anche estese e il gluteo alla sua lunghezza minima. Il peso si comporta al contrario, ed è per questo che una serie con l'elastico brucia più spesso di quanto sembri pesante. Non la rende più facile: vuol dire che la fatica arriva da un'altra parte del range ed è più difficile da confrontare con i chili.

La terza ragione è banale. Un set di elastici pesa qualche centinaio di grammi, sta in uno zaino, e non ha bisogno né di una panca né di un posto dove riporre un bilanciere.

Anello o elastico ancorato?

Questa lista tiene sotto un solo nome due attrezzi diversi. Il primo è un anello chiuso portato sopra le ginocchia o attorno alle caviglie, che lavora di lato e si accoda a un movimento che stai facendo per un altro motivo: un ponte, uno squat, una camminata in mezzo squat. Il secondo è un elastico più lungo agganciato a qualcosa di fisso, oppure bloccato sotto un piede e una mano, che oppone resistenza lungo la propria linea: il pull-through tra le gambe, i kickback, gli hip thrust in ginocchio.

Anche la regolazione è diversa. Con l'anello le variabili sono dove lo porti e quanto è spesso. Con la versione ancorata sono la tua distanza dal punto di aggancio e quanto elastico ti resta dalla tua parte. Segnati entrambe, perché altrimenti non c'è modo di confrontare la serie di oggi con quella dell'ultima volta: su un elastico non c'è nessun numero stampato come su un disco.

Se un elastico continua a scivolare o ad arrotolarsi, di solito è troppo corto per la posizione o troppo rigido per l'angolo in cui stai lavorando. Scendere a un elastico più leggero tenendo il range completo ti dà più di quanto ti dia lottare per tenerne fermo uno più duro.

Come progredire

01

Sposta l'anello più in basso

Lo stesso anello sopra il ginocchio, sotto il ginocchio e attorno alle caviglie ti dà tre livelli diversi. Più sta lontano dall'articolazione dell'anca, più lunga è la leva e più duramente l'anello si oppone all'abduzione.

02

Allontanati dall'ancoraggio

Nei pull-through e nei kickback è la tua distanza dall'ancoraggio a decidere quanta tensione c'è già all'inizio. Un passo indietro e la prima metà della ripetizione smette di essere gratis.

03

Tieni la posizione in alto

L'elastico è più forte proprio dove il gluteo è più corto. Una breve tenuta ad anca completamente estesa o ad abduzione completa è difficoltà che questo attrezzo ti regala.

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